Voce incazzata, sudore che imperla la fronte. L’imperativo è categorico: “Mi serve qualcuno che mi segua Facebook!!!”.

Oppure il ragionamento è più posato, da esperto: “Dobbiamo assolutamente implementare la strategia social, non posso più rinviare”.

Già, mio caro. Dopo la scomparsa dai radar delle agenzie di stampa (che vale però per quelli più esperti e navigati, e di maggior peso specifico), lo spauracchio dei social media è la bestia che azzanna più spesso alla giugulare il politico o l’aspirante tale, parlando di uffici stampa e comunicazione.

A parte la chiara provocazione contenuta nel titolo (ma neppure tanto…) vediamo di capirci meglio.

Politici e social network, vantaggi e svantaggi

Social, social, social.

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Icone dei social media su di uno smartphone. I “padroni” delle nostre giornate, in molti casi, sono il tramite con cui diventiamo noi stessi un prodotto commerciale (foto rodriguez da: https://farm9.static.flickr.com)

Quale scegliere?
Come esserci?
Cosa dire?
Come e quanto interagire?

Queste sono le domande principali che frullano nella testa del nostro aspirante deputato, quando compulsa come un disperato il newsfeed di Facebook alla ricerca di notizie intelligenti da utilizzare, colleghi da imitare, critici da impallinare.

L’argomento è ampio come le praterie dell’Arizona e denso come il budino di mia zia Gertrude. Ma anche urticante come un peperoncino jalapeno nella minestrina in brodo. Un incasinatissimo campo di battaglia per agenzie e super guru del web, nonché una grassa fonte di fatturato per questi soggetti.

Questa volta, però, non voglio parlarti di cosa bisogna fare sui social, quale scegliere, cosa dire, eccetera eccetera. Ci sarà tempo e modo di farlo in altri articoli.

Stavolta voglio spiegarti perché non devi essere sui social.

Perché devi starne fuori.

Sorpreso?
Beh, intanto rispondi alla domanda. Sai che cos’è il newsfeed di Facebook?

Se la risposta è no, allora continua a leggere, di corsa.

Se lo sai, beh, bravo. Comunque, forse, è meglio che leggi pure tu…

Stare fuori da Facebook (e da tutti i social)

Primo motivo.
Non devi stare sui social perché tanto su Facebook ci sono tutti.

Non è questa la ragione! E, se lo è, è una ragione sbagliata.

Se sei sui social, ci stai perché vuoi interagire con la comunità.

E la comunità sono persone vere. Non sono identità virtuali di un mondo staccato da quello fisico.

Le persone che “incontri” sui social sono le stesse persone che vedi al bar o che incroci in un evento pubblico. Magari con regole di ingaggio particolari e con problematiche pesanti da affrontare (vedi i troll e gli hater sistematici)…

Ma la gente è la stessa e tu devi essere lo stesso. Quindi tu devi interagire. Tu devi parlare. Tu devi proporre e devi (o dovresti) rispondere ai commenti ed alle critiche che ti vengono fatte. Con efficienza, competenza e per aumentare il coinvolgimento della tua comunità “digitale”.

E qui arriviamo al secondo grande motivo per cui non devi essere sui social.

Se ci stai come ci sta il 90% dei politici italiani, meglio non esserci.

Se fai un post originale ogni morte di Papa e lasci il tuo profilo Facebook da gestire ad un ragazzino, magari il cugino ventenne di tua moglie, perché “tanto i giovani ne capiscono”, sei fuori strada e ti stai suicidando.

Perché i social sono una cosa terribilmente seria. Se li gestisci “un tanto al chilo” si riveleranno un’arma a doppio taglio. Che ti lascerà un sacco di ferite.

È una strada (che, magari, credi anche di conoscere) disseminata di merde di vacca. Che puoi pestare ogni secondo.

Quindi, se non sei arci-sicuro di quello che fai, meglio lasciar perdere.

Terzo motivo, ma non ultimo: non devi mai fare il passo più lungo della gamba.

Quindi, se pensi di aprirti un profilo social perché leggi sul giornale i tweet di Di Maio o gli urticanti post a testa bassa di Salvini su FB, fatti visitare da uno bravo davvero un bel po’ (come dice il Liga).

Quelli (per ora) giocano ad un altro sport, con regole a sé stanti. Per adesso il circo mediatico lascialo perdere.

Mio caro, se vuoi fare della strada (vera) nell’affascinante ma pericoloso mondo della politica, devi essere soltanto te stesso. Il “peso” di un politico non si misura da quanti follower ha.

Ricordati, nel web c’è un detto: un like non si nega a nessuno.

Quindi, chi fa il pieno di like non è detto che faccia anche il pieno di voti.

Social media, perché devi starne fuori

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