Intelligenza artificiale e giornalismo. I robot scriveranno articoli imparziali? E ancora: tra qualche anno, l’unico giornalista imparziale sarà artificiale?

Può essere. Fino a che, in un futuro magari neanche troppo lontano, chi comanda il cervellone di intelligenza artificiale che fabbrica le notizie “assolutamente imparziali” ordinerà di realizzarle un poco meno imparziali, quando si parla del principe del Paese del Balocchi, che poi è quello che paga le bollette…

Battute a parte, il problema dell’imparzialità o meno dei mass media è, da sempre, molto sentito.

Mi sono imbattuto in questa notizia e mi ha colpito.

Intelligenza artificiale e giornalismo. I robot scriveranno articoli imparziali?

 

La puoi leggere con leggerezza o con preoccupazione, ma di sicuro la questione è seria.

Il sito citato, knowherenews.com, l’ho consultato. Il suo slogan è “non sei stufo di leggere notizie di parte?”. Mi pare dica tutto.

Il rebus del titolo è praticamente irrisolto, almeno da noi. Ma sempre più d’attualità, come puoi vedere in questi mesi di caos politico, tra titoloni ed editoriali spudoratamente pro Tizio e contro Caio o viceversa.

Come risolverlo?

Nei paesi anglosassoni è più netta la distinzione tra la notizia in sé ed il commento. In Italia il confine, quando c’è, è molto più sfumato.

 

Intelligenza artificiale e giornalismo. I robot scriveranno articoli imparziali? - https://knowherenews.com/

Per ora, però, il grande problema del giornalismo italiano è, prima che l’imparzialità, il mercato.

Gli editori che non falliscono stringono sempre di più i cordoni della borsa, quindi i giornali che sopravvivono hanno redazioni ridotte all’osso, con pochissimi giornalisti sempre sull’orlo del licenziamento e con collaboratori precarissimi sottopagati in modo indecente. Pochi euro al pezzo. Quando e se li pagano.

Quindi, il potere contrattuale di chi dovrebbe controllare per bene una fonte ed assicurare la qualità degli articoli, è davvero minimo.

Con le ovvie conseguenze sull’imparzialità della notizia.

Insomma, se l’editore dice di colorare quel titolo di giallino e non di verdino, come fai a dirgli di no, se farlo significa finire per strada in mezzo minuto e non avere nessuna chance di trovare un altro posto di lavoro come il tuo?

NB: costerà meno un cervellone di intelligenza artificiale o un redattore rompiscatole? Credo lo scopriremo presto…

Mauro Tosetto

Intelligenza artificiale e giornalismo. I robot scriveranno articoli imparziali?

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