Un consiglio. Gratis. Guardati un film.

È “Le idi di Marzo” (diretto da George Clooney), che racconta le primarie democratiche per la presidenza del Governatore della Pennsylvania, interpretato dallo stesso Clooney.

Il film è pieno di scene favolose, di grandi idee e racconta, in modo lucido e spietato, i retroscena e la “sala macchine” di una campagna elettorale all’ultimo sangue.

La domanda chiave: meglio uno fidato o uno bravo?

Il momento di cui voglio parlarti stavolta è quando il capo campagna, interpretato da Philip Seymour Hoffman, dice al suo braccio destro Ryan Gosling che conta più la fiducia della bravura.

Come parecchie cose del film, questo dialogo identifica esattamente uno degli aspetti della politica. In questo caso uno degli errori peggiori che fanno i politici: meglio scegliere un mediocre, ma fedele come un cagnolino, che uno soltanto bravo.

Fanno così per tradizione? Chissà.

Per pigrizia? Sicuramente!

Per una forma distorta del concetto di consenso, di carisma, magari una sintesi incasinata tra autorità e autorevolezza? Può darsi…

Il Re e la guerra dell’ego

Diciamo che, forse, chi ha un proprio staff e dei collaboratori, può cadere nella tentazione di considerarsi il Re della propria corte. Ed avere dei cortigiani che si prostrano fino a terra, indubbiamente, solletica il piacere ed aumenta l’ego.

Occhio perché l’ego, nel politico, è sempre una brutta bestia. Da tenere sotto controllo, se non altro, perché fa sballare l’obiettività e la freddezza. E – si sa – l’obiettività e la freddezza, in politica, sono due ottime alleate.

Dunque, andando al sodo, perché preferire la fedeltà alla bravura è una grande cazzata e si trasforma, presto o tardi, in un doloroso autogol?

Perché, caro il mio futuro leader, la competizione in questi anni si è fatta sempre più ardua. E più passa il tempo più sarà dura.

L’asticella è sempre più alta

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Le idi di marzo nel dipinto di Karl Theodor von Piloty. L’assassinio di Cesare, 1865 – da Wikipedia

E, nonostante tu sia preparato e politicamente adeguato (nel senso che ne mastichi parecchio e conosci il linguaggio e gli strumenti di questo mondo pericoloso ed affascinante), la soglia di ingresso dei concorrenti si abbassa sempre di più e la loro platea potenziale si amplia.

Quindi ti troverai a dover fare i conti con sempre più gente con cui sgomitare, sempre più persone di qualsiasi provenienza contro cui misurarti nella tua stessa lista.

Sarà sempre più difficile far emergere le tue caratteristiche, le tue doti, le tue idee. E non basteranno più i tuoi ragionamenti nelle riunioni o negli incontri. il gioco si fa sempre più difficile, e sempre più complicato risulta far emergere i veri valori in campo.

Quindi, mio caro, la fiducia cieca, assoluta, totale, in questo caso servirà a ben poco.

Che te ne farai di una simpatica fidatissima collaboratrice che ti vede come il Re Sole, che ti porta il caffè al mattino sviolinando come Stradivari, ti dà sempre ragione su ogni cosa, concetto, dichiarazione o progettualità?

Se sarai eletto te ne farai poco. Perché dovrai poi essere al livello dei migliori e, dopo un paio di mesi di figure di merda, capirai che ti serve uno staff adeguato, gente con i controcoglioni.

Se non sarai eletto (con grande sconcerto della tua platea di cortigiani yesmen, che non riuscivano a leggere un segnale di scricchiolio nemmeno se stava su un cartellone 6 x 3), te ne farai ancora meno.

Perché resterai a casa, a guardare un pirla che vale un decimo di te che sarà in Parlamento, o in Regione, o in Comune. Al posto tuo.

Quindi, mio caro, te lo ripeto: nella scelta dei collaboratori la fiducia cieca, assoluta, totale, ti servirà a ben poco.

Meglio circondarsi di gente brava, che minimizzi i tuoi lati negativi, amplifichi quelli positivi e ti metta nella migliore condizione possibile per raggiungere i tuoi obiettivi.

Un consiglio (un altro. Oggi ad abundantiam).

Sostituisci la parola “fiducia” con la parola “lealtà”. E sostituisci la parola “bravura” con “molta bravura”.

Hai bisogno di entrambe. Sempre.

Mettiti nelle migliori condizioni possibili e fai in modo di risparmiare tempo, delegando tutte le operazioni che puoi delegare.

E di conservarlo, quel tuo tempo così prezioso, per le idee e la strategia. Magari confrontandoti con qualcuno del tuo staff che sappia consigliarti e anche controbatterti.

Di uno staff di cortigiani annuenti, mio caro, è pieno il passato di quelli che ci hanno solo provato.

Tu vuoi provarci o vuoi riuscirci?

 

 

 

Le idi di Marzo di una campagna elettorale. Quando confondi la fiducia con la bravura

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