Berlusconi, Salvini e Di Maio, i bari e i corazzieri del Quirinale

Cosa c’entra un quadro satirico apparso sui muri del centro di Roma, che riproduce il famosissimo dipinto dei bari di Caravaggio mettendoci le facce di Berlusconi, Salvini e Di Maio, con i corazzieri del Quirinale?

A parte lo straniamento che ti assale vedendo la velocità fantasmagorica con cui vengono rimosse dai muri capitolini le opere satiriche, mentre per tappare una buca ci vogliono mesi e nemmeno ce la fanno, c’entrano eccome.

Lo ha spiegato benissimo Massimo Gramellini sul Corriere della Sera. Lo voglio riproporre per una riflessione col sorriso.

Berlusconi, Salvini e Di Maio, i bari e i corazzieri del Quirinale

Quel quadro ha un evidente significato di critica e di sberleffo. Ma, da che mondo è mondo, si critica e ci si prende beffe di chi è al potere.

Però, a ben vedere, i tre politici ritratti, al potere non sono.
O, almeno, non ancora. Mr. B lo è stato per decenni, ma adesso, come gli altri due, è salito al Quirinale a parlare con un irritatissimo presidente della Repubblica, per cercare di arrivarci.

E, come nota Gramellini, sono caduti in uno dei meccanismi compensatori della nostra democrazia, che legge l’attenti dei corazzieri come un inevitabile cambiamento di ruolo.

Le felpe diventate doppiopetto non sono solo una mutazione genetica del linguaggio, ma divengono sostanza, agli occhi dell’opinione pubblica.

Magari non sarà proprio che vengono ridotti “al ruolo di continuatori di quella casta per abbattere la quale erano stati eletti”, ma di certo il comune sentire, nei loro confronti, è mutato. Come è normale che sia. E come, ad ogni saluto di un corazziere in alta uniforme, sarà.

Destino beffardo, no?

Per chi vuole cancellare la casta e, per poterlo fare, si mette in giacca e cravatta. Proprio per quello, alla stessa casta viene accomunato, quando però è ancora senza il potere che gli permetterebbe di cancellarla.

E, se non ce la fa a questo giro, magari alla prossima elezione proprio il ricordo della cravatta, degli stucchi e dei corazzieri farà calare il suo consenso, impedendogli di giungere a quel potere che gli serviva per… arrivare a Samarcanda.

Mauro Tosetto

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